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© 2013 Gemma Gaetani
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Rivoluzione Twitter. Quell’illusione di parità tra vip e signor nessuno

In principio era il tassista. Era lui l’eletto NIP (not important person) che poteva incontrare per caso un VIP (very important person) e farne ostaggio della sua curiosità fino a fine corsa. Oggi, perché un NIP entri in contatto con un VIP, ficcanasi nella sua vita, lo omaggi della sua stima, lo tedi con le sue considerazioni, si spizzi le sue selfie, basta che si iscriva a Twitter e rintracci l’account VIP che inturgidisce la sua attenzione. È bene? È male? Ormai è così.

È cominciato tutto il 14 settembre 2010. Da quel giorno sul noto social, oltre a 140 caratteri, si possono twittare direttamente anche foto e video. Complice la coeva diffusione virale dell’iPhone e simili, smartphone con fotocamera e perenne connessione a Internet, da allora i narcisi VIP hanno letteralmente invaso Twitter. A seguire, i NIP. Da sempre portatori insoddisfatti della sindrome del buco della serratura o dell’ansia di “dire la propria”, finalmente appagabili. Più veloce di un tweet, infatti, c’è soltanto la luce. Ecco perché, oltre ai VIP in carne e ossa, anche trasmissioni televisive, radiofoniche, riviste e quotidiani hanno account Twitter, dai quali cinguettano la divulgazione dei propri contenuti, sì, ma anche l’invito, ai seguaci, a dire la famigerata propria. E quelli non si fanno di certo pregare. I risultati ricordano quando Radio Radicale lasciò ininterrottamente aperti i microfoni alle telefonate, nell’agosto del 1986, per “dar voce al Paese”. Il Paese, o meglio una sua parte, chiamò. E fu anche l’orrore: riflessioni, consigli, ma pure parolacce, rutti, bestemmie. Come ex schiavi di una fruizione silenziosa improvvisamente privati di catene e museruole.

Il Papa incarna perfettamente la discesa agli “inferi” che per il VIP, prima protetto da un’inaccessibilità assoluta, è, invero, essere su Twitter. Il 2 settembre ha twittato, riferito alla situazione siriana: “Mai più la guerra! Mai più la guerra!”. Gli abbacinati dal poter dire la propria nientepopodimeno che al Papa hanno subito reagito. Uno, provocatoriamente: “Massì. basta con le crociate. ops”. Un altro, con non proprio ficcante ironia transreligiosa: “È un mantra?”. Un altro ancora, usando il tu oltre all’imperativo: “Vallo a dire all’Activision” (una delle più importanti aziende sviluppatrici e produttrici di videogiochi negli USA).

Il picco, tragicomico, è comunque raggiunto dai quotidiani che esorbitano decisamente nell’illudere il NIP di una reale parità tra VIP e NIP a mezzo Twitter. Un po’ come quei genitori di fattura sessantottina che, abdicando al ruolo di guida, pretendono di esser considerati grandi amici, e non padre e madre, dai propri figli. Il manifesto, il 24 agosto scorso, ha incredibilmente twittato: “Su che volete che apriamo domani, la Siria o Arcore?”. Un follower, comprensibilmente scioccato dall’idea della prima pagina on demand, troppo più stupefacente della già drogastica possibilità di dire la famosa propria, ha risposto: “Che lo chiediate a noi lettori è figura dell’esaurimento del vostro ruolo”. Ma dopo una tempestiva lapidazione con piccati tweet di tono opposto, provenienti anche dall’account dello stesso Manifesto, il contestatore ha deposto le armi, attribuendo la sua reazione a una mollezza personale: “Forse ho un po’ esagerato, ma per come son fatto io, da lettore, una domanda così mi spiazza un po’…”. Se spiazza lui figurarsi noi, che ancora ricordiamo quando per interloquire con un quotidiano si poteva soltanto indirizzare una lettera cartacea alla posta dei lettori, per vedere una foto privata di un VIP si confidava nei paparazzi, e di potergli dire, o scrivere, la nostra, non lo sognavamo neanche.

Gemma Gaetani

“Libero”, 28 settembre 2013

29 settembre 2013
Categorie: ARTICOLI.

Marilia Rodrigues Martins come Nola di “Match point”: uccisa dall’amato perché amante, incinta, scomoda.

Sbagliano un po’ i giornalisti che paragonano l’omicidio di Marilia Rodrigues Martins a quello di Simonetta Cesaroni. A parte la coincidenza della morte in ufficio e d’estate, riguardo all’omicidio di Marilia Rodrigues Martins un P.M. ha già stabilito un quadro indiziario a carico del datore di lavoro di Marilia, Claudio Grigoletto, che stabilisce una sostanziale differenza. La giovane ragazza brasiliana era incinta.

Sembrerebbe appurato che lo fosse di Claudio, il suo capo. Che è già padre di due bambini avuti dalla sua compagna ufficiale. Il movente dell’omicidio sarebbe, quindi, l’eliminazione del “problema” rappresentato dalla giovane Marilia, amante di Claudio e anche incinta.

Si aggiunge un altro numero al contatore del femminicidio. Parola contestabile, opinabile, e che qua e là si opina sostenendo che non esista un’emergenza femminicidio. Ma, al di là di queste polemiche, che molte, troppe donne muoiano per mano maschile e per moventi passionali, è innegabile. Così come è innegabile che molto più raramente, estremamente più raramente, accada il contrario.

Questo caso di femminicidio si presenta nella variante della donna da eliminare perché presente, non perché abbandonante. La ragione esattamente contraria a quella che conduce al tipico femminicidio perpetrato dal maschio che, abbandonato, non sa immaginare una vita senza quella donna, e quindi la uccide. Ragione delirante esattamente contraria, ma stesso esito.

In questo caso l’amante, per di più gravida, viene eliminata perché lo spazio dell’ufficialità nella vita di quell’uomo è già occupato da un’altra donna. Presente come l’amante ma da prima. Forse Marilia reclamava una vita con il suo amante. Non lo sappiamo. Seppure non la reclamasse, di fatto portava in grembo un pezzo di vita, del suo amante, cioè un figlio. E a Claudio non è venuto in mente niente di meglio da fare che ucciderla, per tentare di dare un ordine alla cosa.

Sono esiti aberranti di legami extraconiugali. Assolutamente aberranti.

Somiglia molto, questa storia, se verrà accertato che Claudio Grigoletto è l’omicida e questa la ragione, a un film. Un film di Woody Allen che si intitola Match point.

Un film bellissimo, dallo spessore shakespeariano. Collegato ad un altro film di Woody Allen, Crimini e misfatti, ma ben più bello di quello. Sono trame che fanno riflettere, guardate attraverso un film. Ma quando queste trame travalicano la parete cinematografica per farsi trame di vita vera, è aberrante.

Servirebbe un’educazione sentimentale che insegni agli uomini come comportarsi non soltanto nelle relazioni ufficiali, ma anche in quelle clandestine.

Ringraziando il cielo, molti lo sanno.

Decrescita infelice n. 36 su Libero Veleno dell’1 settembre 2013

DECRESCITA INFELICE N. 36, pubblicata su Libero Veleno, l'inserto satirico domenicale del quotidiano Libero, il'1 settembre 2013

DECRESCITA INFELICE N. 36, pubblicata su Libero Veleno, l’inserto satirico domenicale del quotidiano Libero, il’1 settembre 2013

Lorena Bobbitt 
Risolvere ALLA BASE l’eiaculazione precoce con un metodo naturale e definitivo? Tagliati il pene!! Vedrai, maschio ipersensibile, dopo questo veloce trattamento il tuo piccolo grande amico non ti darà più NESSUN PROBLEMA!!!

Philippe Daverio 
Ho un problema. Non sono più convinto che la cultura salverà il mondo… Ma di certo può salvare il portafogli!! Per una versione fai da te degli orecchini con pendenti a forma di teschi ora di gran voga, consiglio alla modaiola italiana di recarsi, abbigliata come Eva Kant per non dare nell’occhio, nella nota Cripta dei Cappuccini in Via Veneto a Roma, trafugare 2 di tutti i teschi lì conservati, dipingerli del colore preferito o lasciarli nature per un effetto più romantico, attaccarli a due monachelle e poi ai lobi!! In confronto a questi teschi IN OGNI SENSO ORIGINALI, perfino quelli della Haute Joaillerie di Dior (prezzo su richiesta) sembreranno patacche da morti di fame!!

Massimo D’Alema
Può il morto di fame con pochi € in tasca giocare al costoso Paintball? Sì! Come? GIOCANDO DA SOLO, con un’attrezzatura DIY, e SOTTO CASA!! Macché squadra, noleggio campo fuoriporta, arbitraggio, aria compressa, palline di colore, tuta, maschera, pettorina, guanti, paracollo, gomitiere per avambracci!! Impugni, il poveraccio, pure in mutande e canottiera, una siringa per dolci, una confezione da 5 kg di smalto (all’acqua, ecologico, mi raccomando!) col quale caricare e ricaricare lo stantuffo, esca di casa e pùm, schizzi di vernice chiunque incroci! Anziani sulle panchine, automobilisti fermi al semaforo col finestrino abbassato, cani al guinzaglio, mendicanti, neonati nelle carrozzine stappando loro la bocca dal ciuccio e sparandoci dentro una bella dose di tinta, si divertiranno moltissimo!! Non solo VINCERà SEMPRE perché nessuno sparerà vernice addosso a lui, ma spenderà molto meno che giocando a Paintball tradizionalmente!!

(Da dicembre del 2012 ho ideato e sono autrice della rubrica settimanale DECRESCITA INFELICE per Libero Veleno, l’inserto satirico domenicale del quotidiano Libero. La DECRESCITA INFELICE di questa settimana è dedicata a Lorena Bobbitt, una VIP per motivi tragici, ma che ho immaginato consigliare un metodo veramente naturale e definitivo per combattere l’eiaculazione precoce nel maschio. A Philippe Daverio, un VIP della critica d’arte, che ho immaginato insegnarci a realizzare due fantastici orecchini con teschi davvero originali. A Massimo D’Alema, che ho immaginato svelarci un modo decisamente economico, DIY e a chilometro zero per giocare alla mania del momento, il Paintball. Buona lettura!).

Monica Bellucci: “Lavoratori del cafon-maschilismo italiano?! Prrrr!”

Ieri i media ci informavano della separazione tra Monica Bellucci e Vincent Cassel. I cafon-maschilisti italiani hanno riempito Facebook e Twitter di esternazioni riassumibili in tre tendenze prevalenti.

La prima. L’ostentazione schifata di disinteresse: “Ma chi se ne frega! Io ho ben altro a cui pensare!”, decretava il cafon-maschilista che deride le fini d’amore altrui, poi se la sua tipa lo molla si autoricovera (per far prima) per un TSO… Poveretto. La seconda. Il disprezzo della femmina non più ventenne: “Vincent, la riponi su piazza 49enne ovvero da buttare, e che ci facciamo, il brodo? Tientela!”, sbeffeggiava il cafon-maschilista convinto che ogni donna over 30 sia una rinsecchita bacucca, eventualmente decente giusto come MILF, perché lui guarda moltissimi porno, e quindi di donne se ne intende, le sa categorizzare con precisione… Poveraccio. La terza. Il sogno col “magari” singhiozzato in gran segreto: “Monica lo ha lasciato per me! Ahahahah!” vaneggiava il cafon-maschilista racchio o figo, poco cambia, che avrebbe dato un braccio per essere davvero la ragione dell’addio tra Monica e Vincent ma del quale, ahilui, Monica non ha di certo il numero di cellulare salvato in rubrica come “Amour de ma vie”… Un povero disgraziato anche lui.

Oggi la piccola telenovela continua, e i media ci dicono che Monica avrebbe lasciato Vincent per Telman Ismailov, capitalista (e che capitalista) azero a moltissimi zero, nonché roboante imprenditore.

Se è vero, non sappiamo. Non ogni notizia è verità. E ogni verità è, in verità, questione di chi la vive.

Ma è per me bello pensare che sia vero, lasciar risuonare la pernacchia che fu sordiana immaginandola provenire dalle labbra di Monica, rivolta agli instancabili lavoratori del cafon-maschilismo italiano che osano sbeffeggiare la più bella donna italiana dopo Sofia Loren dandole della vecchia gallina, mentre lei, instancabile femmina, invece nel taschino aveva l’ennesimo ottimo partito  - ancora straniero, notalo, cafon-maschilista italiano.

 

Sulle opinioni cafon-maschiliste italiane riguardo alla notizia che Monica avrebbe lasciato Vincent per Telman Ismailov, meglio soprassedere. Ne ho già lette di tenore così offensivo, di cafon-maschilismo così eccessivo, che non val la pena di farne né citazione, né riflessione. 

Decrescita infelice n. 35 su Libero Veleno del 25 agosto 2013

 

DECRESCITA INFELICE 35, pubblicato su Libero Veleno, l'inserto satirico domenicale del quotidiano Libero, il 25 agosto 2013.

DECRESCITA INFELICE 35, pubblicato su Libero Veleno, l’inserto satirico domenicale del quotidiano Libero, il 25 agosto 2013.

Andrea Scanzi 
Son stufo di occuparmi di Silvio, moralità, Gaber, vino, Grillo… Parlerò d’amore! Conquistare il cuore della donna che ami in poche mosse? Invece che scatole di bonbon inviagliene piene delle bollette, fatture, multe, F24 delle tasse che hai sempre regolarmente pagato, tu mica sei un frodatore fiscale à la Silvio! Invece che al ristorante portala alla mensa della Caritas perché tu ripudi la facile fascinazione della femmina tramite sfoggio di ricchezza, tu mica sei uno sporco milionario à la Silvio! Quando proverà a baciarti scansati e prendila a pugni in faccia chiedendole come si permette, tu mica sei un gaudente playboy à la Silvio! Invece di un collier d’oro regalale un bel cappio per agghindarsi il collo, tu non ami la donna col mito dei gioielli preziosi à la Silvio! Infine, DALLE IL COLPO DI GRAZIA di questo splendido e vincente corteggiamento licenziandoti dal lavoro e facendoti passare un mensile da lei, per acclarare senz’ombra di dubbio che tu mica le mantieni le donne, oh, ma di che???, perché tu MICA SEI UN MASCHIO À LA SILVIO!! Evviva l’amore e il MoVimento 5 Stalle!!

Yoda 
STALLE, anche se l’ira di Dio, costano, questi trasportini in pvc per cani, sembrano. Da te, uno fattene. Niente, ci vuole! Una vecchia valigia, prendi! Un cuscino dentro, mettici! Infine il cane, schiaffaci! Niente, avrai speso. Quando partire dovrai, il cane in valigia, chiuderai, e facilmente dietro, te lo porterai! Due buchi col trapano, farai, e al quattrozampe di respirare, permetterai! Di tranquillizzarsi, anche. Attraverso i fori, il tuo odore, sentendo! (Sferra due spadate fosforescenti).

Luciano Ligabue 
Non va più viaaaa / l’odore del sessoooo / che hai addossoooo? / Si attacca lìììì / COME UN PITBULL A UN OSSOOOO? / A un ossoooo… / e non vuoi usareeee / saponi industrialiiii? / Fatti  un bel bagnoooo / in acqua e zolfoooo!!! / Vedrai che andrà viaaaa / come-faccio-io-adesso-dopo-aver-dato-il-miglior-consiglio-che-possoooo… / che io possoooo!!! (Si spengono le luci e scompare).

(Da dicembre del 2012 ho ideato e sono autrice della rubrica settimanale DECRESCITA INFELICE per Libero Veleno, l’inserto satirico domenicale del quotidiano Libero. La DECRESCITA INFELICE di questa settimana è dedicata al più serioso odiatore di Silvio Berlusconi dopo Marco Travaglio, ovvero Andrea Scanzi, che ho immaginato consigliarci tecniche di corteggiamento atte a convincere senz’ombra di dubbio una donna che tutto si è tranne che berlusconiani. A Yoda, un VIP non reale, ma in fondo anche l’immaginario fa parte del reale, che ho immaginato insegnarci a riciclare una vecchia valigia per realizzare un orribile trasportino per il cane. A Luciano Ligabue, che ho immaginato riadattare uno dei suoi maggiori successi, “L’odore del sesso”, per spiegarci come far decisamente andare via quell’odore, quando “non va più viaaaa”. Buona lettura!).