“Elogio del tradimento” su Goldworld
Dalla penna di Marina Savarese aka Morgatta, su Goldworld una nuova e stimolante recensione dell’Elogio del tradimento. Si può leggere qui.
Dalla penna di Marina Savarese aka Morgatta, su Goldworld una nuova e stimolante recensione dell’Elogio del tradimento. Si può leggere qui.
Oggi l’Elogio del tradimento è su Biogiannozzi, con un’intervista rubata da Giuseppe Iannozzi (bravo Giuseppe, meravigliosa slealtà!), nonché ospite a Le colonne d’Ercole, la trasmissione di Radio2 condotta da Armando Traverso, Federico Biagione ed Elisa Isoardi: per ascoltare, qui. Bisou, G.
Luciano D’Agosta, ancor prima d’essere un entusiasta lettore dell’Elogio del tradimento che con questa videorecensione mi ha fatto quasi morire (grazie Luciano!), è meraviglioso calligrafo. I suoi lavori, qui:
Halle Berry e il marito si sono lasciati, lui la tradiva troppo. Sandra Bullock e il marito si sono lasciati, lui la tradiva troppo (e con donne troppo tatuate). Claude Lelouch e la moglie si sono lasciati, lui la tradiva troppo. Norman Mailer e la sua sesta moglie non si sono mai lasciati, anche se lui probabilmente la tradiva troppo. Visto che il tradimento pare irrinunciabile, sarebbe bene che i mariti reimparassero a farlo con grazia, come una volta. Un pamphlet di Gemma Gaetani…
Non amo molte cose, in verità. Ma amo la scrittura spadaccina di Annalena Benini. Su Style Magazine di giugno, un nuovo pezzetto di Annalena Benini dedicato all’Elogio del tradimento. Si può leggere, per intero, qui.
Introdotto da Giovanni Choukhadarian, l’Elogio del tradimento è recensito oggi su La poesia e lo spirito. Vi invito a leggere, e intanto chiedo. Tradimento è più poesia o più spirito? Poesia, di quella che fa male – perciò bene.
Molte persone immaginano che l’Elogio del tradimento non tenga affatto in considerazione la sofferenza di chi il tradimento lo subisce o lo ha subìto, e che sia un mero invito alla bulimia erotica senza se, senza ma, e senza pietà e perfino con scherno per chi considera un valore la fedeltà. Lo so perché mi viene detto (e anche scritto attraverso mail piuttosto irose) da creature che, però, il libro non l’hanno proprio letto. Ci tengo a dire anche qui che chi pensa questo si sbaglia: incaricandomi di scrivere di tradimento ho voluto passare in rassegna tutti gli aspetti del tradimento, e tutte le figure che il tradimento coinvolge. Insomma lettore ideale di questo pamphlet è anche chi a causa del tradimento ha sofferto o soffre ancora. Da donna so bene che vuol dire soffrire per un tradimento subìto, e per questo motivo ho voluto cercare di spiegare le ragioni che portano a tradire a chi vive o ha vissuto un episodio di tradimento subendolo soltanto come cattiveria personale e/o afflizione dello schifoso destino nei propri confronti. Le parole forse più amorevoli del libro, che non lesinano conforto ma che incitano a guarire da quel dolore perché non v’è ragione di provarlo, che spiegano come fare e perché farlo, sono riservate proprio a costoro, ai tradìti. E se fosse capitato a me di poter superare quel dolorosissimo sentimento di umiliazione che sentivo quando, anni fa, per la prima volta subii un tradimento, di poterle superare velocemente affidandomi alle mani di un libro che mi costringeva a pensare alla cosa in maniera un po’ più complessa rispetto al facile TRADIMENTO = CATTIVERIA, be’, ne sarei stata felice. Siccome un libro del genere non c’era allora e non ci sarebbe stato mai, alla fine ho deciso di scriverlo io.
L’Elogio del tradimento su Attenti a quei due, con Sergio Volpini e Gigio, dalle 13 alle 15 su Radio Arancia. Si può (ri)ascoltare qui!
Sempre oggi 25 maggio su Siracusa News recensione di Angelo Orlando Meloni con annessa intervista. Si può leggere qui.
Oggi 25 maggio l’Elogio del tradimento ed io, in collegamento telefonico da casa, siamo stati onoratissimi e felici ospiti di Gianluca Nicoletti a Melog 2.0, in onda dal lunedì al venerdì su Radio24 alle ore 10 (e in replica alle ore 22). Abbiamo ascoltato con ammirazione Gianluca Nicoletti, con fierezza (mi tradisco, lo dico) gli stralci del libro letti dalla bellissima voce femminile che li ha letti, con curiosità gli ascoltatori che hanno chiamato e partecipato al discorso, abbiamo detto la nostra. Si può riascoltare stasera alle 22 oppure cliccando qui per la prima parte, e qui per la seconda.
L’Elogio del tradimento recensito da Daniele Messina su MONNAELISA. Su Satisfiction, intanto, continua un dibattito incredibilmente ricco ed affollato sull’Elogio del tradimento, sul tradimento, sulla coppia, sulla figura di Don Giovanni, sulla rivoluzionarietà di altri modi di vivere la sessualità come ultima possibilità di rivoluzione veramente popolare, sulla coppia come nucleo di capitalismo amoroso… Più che falso mito quello della coppia fedele, che è realtà, uso, costume, e perfino legge statale e religiosa e morale, io trovo falso mito quello della coppia felice perché fedele. Una cosa che mi sconvolge, per esempio, è che lo Stato induce alla simbiosi di coppia. In caso di separazione o divorzio, infatti, il partner più ricco, solitamente l’uomo, deve mantenere a vita l’ex partner se il reddito personale di quest’ultima è inferiore al suo. Tanto che c’è una nuova povertà, quella dei separati e divorziati. Questo lo fa quello stesso Stato che abbandona l’individuo a se stesso in molti altri casi (lavoro, salute, casa) e che, per esempio, sostiene invece i costi di un’operazione chirurgica necessaria a separare due gemelli siamesi, ammettendo in quel caso che la simbiosi, come forma d’esistenza, per l’individuo è patologica. Ecco io mi scaglio contro questo. Non è ipocrisia il partner che tradisce e non confessa (altro verbo ecclesiastico e accusativo, non a caso), è ipocrisia che dove fa comodo si separi la simbiosi di due individui e dove no no. Ipocrita è lo Stato, e d’altronde lo è in molti altri ambiti. L’omosessualità, per dire il primo che mi viene in mente. Ci sono deputati omosessuali in questo nostro sbrindellato Stato, rappresentanti invero fedeli a questo nostro in verità affondante Stato che infamemente, lui sì traditore, poi però impedisce loro di sposarsi col proprio partner perché appartenente ad un sesso non diverso. Al di là del mio libro, che poco può fare, in questo senso una rivoluzione solo apparentemente erotica è una rivoluzione bella e buona. Ma intendo innanzitutto una rivoluzione di pensiero e individuale, non ho intenzione di organizzare il TRADIMENTO DAY… Vi invito a leggere questo mio ed altri pensieri su Satisfiction, nonché a dire la vostra, qui, lì, scrivendo sui muri, a voi stessi, dove vi pare. Amore, anzi: tradimento! Questa cosa che sembra così leggera, e invece…
Succede da qualche giorno questa cosa molto dolce che persone che non conosco mi scrivono e/o chiedono l’amicizia su Facebook per via del piccolo libro bianco con le bocche in copertina, e che a volte mi raccontino cose che appartengono loro. E’ una cosa molto dolce, molto. :0)
Gli onori iniziano a diventare tanti come le rose in un fascio. Gian Paolo Serino parla dell’Elogio sulla mitica Satisfiction. Qui. Io guardo, curiosa, ascolto. Penso. Poi dico la mia.
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Voglio ringraziare ufficialmente Chiara Gamberale, che dedica al mio piccolo Elogio del tradimento un bellissimo articolo su Vanity Fair di questa settimana e da oggi in edicola. Il suo pezzo mi ha commosso non solo per le parole carissime dedicate a me e all’Elogio (“divertentissimo, umano troppo umano, incendiario (e scritto meravigliosamente bene)”, “la rivoluzione copernicana sentimentalsessuale del duemiladieci”), ma perché ha capito il senso profondo di questo pamphlet. Riporto quanto le ho scritto su Facebook perché rimanga anche qui, nella memoria di questo viaggio che le mie parole stanno compiendo.
Cara Chiara, ti voglio ringraziare ufficialmente. E’ impressionante, e balsamica per la paura d’essere incompresi e fraintesi che spesso connota un’uscita di libro e figurarsi di un libro come questo, la tua capacità di capire e porgere al lettore il senso più vero di questo mio pamphlet… Da commuoversi, e infatti sono commossa. Non soltanto per le parole che dedichi a me ma anche per quelle che dedichi tu stessa, da scrittrice e donna sensibilissima quale sei, all’amore. Quando dell’innamoramento, che principia di solito l’amore, dici “è nel mistero di un impatto la sua essenza” sintetizzi meravigliosamente una verità immensa di cui di solito siamo oggetti e non soggetti, smemorati invece che consapevoli.
E’ ovvio che la vita è fatta anche d’altro, anche di brutto (la morte: ieri, per dire, è morto Sanguineti, nei giorni precedenti soldati italiani in missione per la pace, una donna uccisa per gelosia dal marito, per citare solo alcuni episodi), ma io credo che l’amore, che per molti è semplicemente un tema melenso e da femminucce, ma che non a caso Alberoni definisce lo stato nascente di una comunità a due, sia il primo momento in cui l’essere umano si relazioni profondamente con un altro essere umano, e quindi un gesto sociale, politico, civile, su cui riflettere, un po’ cercando di sorriderne, come ho cercato di fare e procurare nel libro, un po’ no, un po’ cercando una strada di nuovo patteggiamento con tutto quanto ci dice che la coppia canonicamente intesa non funziona più come una volta.
Ancora grazie, Chiara.
G.
E credono che essere impegnati voglia dire meccanicamente scrivere (o fare film, quadri, canzoni) d’impegno. Ma io so che non c’è tema più sociale dell’amore, e avendone voglia ne scriverò finché le mani mi si muoveranno, perché ricordo sempre (da quando l’ho imparato) che il sesso e l’amore sono i luoghi in cui si combatte con meno o con più dolore. Provi anche Dio a venirmi a smentire: non riuscirà.
Oggi 17 maggio l’Elogio del tradimento è stato ospite anche su Nuova Spazio Radio, stavolta insieme a me (in collegamento telefonico da casa). Tra le altre cose che ho avuto modo di dire, e ringrazio di nuovo Nuova Spazio Radio e Livia Ventimiglia per l’ospitalità, ho spiegato anche che il mio pamphlet probabilmente tocca un nodo importante se è di questi giorni la notizia della giovane donna di Gela uccisa dal marito per gelosia, e una notizia del genere come non è la prima non sarà purtroppo l’ultima… L’ottavo capitolo dell’Elogio è dedicato proprio a questo, alle nefaste conseguenze che una concezione della fedeltà e della gelosia come valori comporta anche in termini di vite umane… L’intera intervista si può ascoltare qui.
Chiara Gamberale ha parlato di tradimento e dell’Elogio del tradimento, oggi 17 maggio, nella sua bellissima trasmissione radiofonica in onda dal lunedì al venerdì su Radio2 Rai alle ore 10 del mattino. Gli onori stanno diventando numerosi, questo è molto dolce. Per ascoltare o scaricare il podcast della trasmissione basta andare qui e selezionare la puntata del 17/05/2010. Grazie Chiara!, e grazie ai tuoi ascoltatori!, dal mio cuore e dalla mia testa. :0)
Anche Jacopo Fo, che seguo da anni e mi ha insegnato tante cose, in particolare coi suoi scritti sul sesso sublime, oggi parla di coppia sul suo blog. Io, che sono un’impulsiva, ho voluto dire la mia…
Caro Jacopo, ti seguo da anni e da anni sono iscritta alla tua newsletter, ho imparato molte cose grazie ai tuoi scritti sul sesso sublime e sono praticamente sempre in accordo con te. Oggi però sono un po’ dubbiosa, e mi sono finalmente decisa a iscrivermi per commentare.
Tu hai una capacità veramente magica di parlare da uomo a cuore aperto senza mai cadere in quelle banalità da uomo che non deve chiedere mai, che dell’amore ne parlino le donne eccetera perché io vi parlerò della potenza della mia motosega o della mia Harley e così via, e il modo in cui parli della fedeltà in questo pezzo, dell’ansia da coppia aperta (che mi ricorda quel film, “Together”), è dolce ma verissimo insieme. Perciò doppiamente godibile.
Il nido amoroso nel tempo in cui non c’è più lo Stato e nessun’altra struttura socio-individuale sottostante che non sia una baracca tenuta in piedi con lo scotch, non ci sono nemmeno le stagioni (sono sei mesi che piove!), può essere un importante punto di riferimento.
Però. Ha ragione anche Airone quando dice che molti vivono in coppia semplicemente per non stare male, fare gruppo con almeno qualcuno, perché incapaci di farlo da soli, impossibilitati a farlo da soli se con uno stipendio medio a malapena si riesce a pagare una stanza in affitto, figurarsi acquistare una casa, e l’elogio del nido in questi casi si può involontariamente prestare a una borghesissima retorica della famiglia più stucchevole e snob di quella che farebbe qualsiasi politico di maggioranza oggi, e rischia altresì di farci dimenticare che intorno alla famiglia, oggi che tanti nemmeno sanno cosa voleva dire “amore libero” negli anni Settanta, esiste un indotto aberrante che serve a farla stare in piedi: pornografia, prostituzione, club privé, per dirne solo tre.
Mariti e padri modello di giorno sono i clienti preferiti di questo settore iperindustriale e capitalistico del godi e fuggi dalla tua bella famiglia.
Io ho cercato di affrontare la questione in un libro appena uscito che mica tanto provocatoriamente si intitola “Elogio del tradimento”, e partendo dall’idea che lo stare in coppia forse è più un’induzione che un desiderio (un po’ alla Scuola di Francoforte o alla Norma Rangeri, ciò che crediamo di desiderare è veramente soltanto frutto del nostro desiderio?) legittimo infine il ricorso al tradimento, piuttosto che ad altre forme poco umane di “evasione” dalla coppia in cui non si sta più bene ma si stanzia lo stesso.
Insomma, la famiglia a noi trenta, quaranta e cinquantenni può stupire e sembrare incantevole perché proveniamo da divorzi, coppie aperte, lo sfacelo del nucleo minimo, la disintegrazione assoluta della strutture di coppia, per cui almeno un nido, costruito per amore, ci appare il paradiso e forse lo è.
Però la questione è aperta. L’altro da noi che è sempre l’altro lo è ancora di più se è sconosciuto. Don Giovanni, era semplicemente un cinico bastardo? O era l’ultimo degli eroi antiborghesi e un lupo che si aggirava nella foresta da sé? Io propendo per la seconda, e considerando che Don Giovanni non sarebbe mai entrato in un club privé né si sarebbe fatto portare a trans con la macchina blu ma pagava da sé, con la conquista, il suo desiderio di amare tante (“E’ tutto amore! Chi a una sola è fedele verso le altre è crudele” gli fa dire Da Ponte) a me continua a sembrare forse l’ultimo eroe romantico e per niente stronzo! :0)
Un caro, davvero carissimo abbraccio, non smettere mai di scrivere,
Gemma Gaetani
Leggete qui, l’articolo di Jacopo Fo, il commento mio e quelli di altri (Airone è la persona che commentava prima di me). Jacopo Fo è uno dei pochi uomini che quando scrive non fa retorica.
Gemma Gaetani ha appena sentito dire al tg1 che un libro americano spiega come vivere felici in coppia per sempre (dei consigli che nemmeno Terence Hill in Don Matteo) e che uno studio svedese ha scoperto che la tendenza all’infedeltà sarebbe in un gene (sì, va bene, fra un po’ la colpa sarà degli UFO). Qualcuno recapiti al tg1 il suo Elogio del tradimento! Presto! E poi. Gemma Gaetani si chiede come mai alcuni vorrebbero convincerla del fatto che la fedeltà sarebbe un valore ma l’espressione per dire che uno è stabilmente fidanzato è anche impegnato, e spesso si dice mi impegno ad essere fedele. Ma i valori non erano cose belle? Cose esaltanti? Cose che allargano il cuore? E il concetto di impegno, invece, vi risulta che sia qualcosa che ha a che fare con un cuore che si allarga di bellezza esaltandosi? A me no…
Parlare con Tamara Donà su Radio R101 è stato un onore. Farla ridere, be’, ancora di più. Si può ascoltare qui.
Nella rubrica Una per tutte, tutte per una di Marcello Veneziani.