ELOGIO DEL TRADIMENTO. La scrittrice Gemma Gaetani analizza con tono lieve il rapporto di coppia e le reciproche infedeltà fino ad assolvere il fedifrago.
“Lo sa che i reati dal movente passionale sono i primi in Italia? Questo non le fa pensare che c’è un problema che dobbiamo risolvere nel concetto di amore come sentimento e diritto di proprietà della creatura amata? O in quello di amore come simbiosi?”.
La giornalista e scrittrice Gemma Gaetani parla a raffica. Sollecitato l’argomento s’infervora e infila fatti e cifre con sbalorditiva semplicità. Il tradimento sa bene cosa sia, l’ha studiato, descritto e può parlarne da esperta. Ma è sempre sbagliato tradire? Esecrato, condannato, ritenuto uno dei più abominevoli peccati, il tradimento ha trovato nella Gaetani un difensore ad oltranza spassionato e caricato al punto giusto.
Il suo “ELOGIO DEL TRADIMENTO” (Vallecchi, pagine 244, € 12,50), sottotitolo “Conquista, tradisci, nega!”, suona come un incitamento alla trasgressione, ma il libro è una sorta di trattato contro i pregiudizi imperanti che dall’inizio del mondo attraverso Dalide spregiudicate e altri personaggi consimili, hanno fatto del tradimento un mercato e una concezione di vita.
“Esiste un’impressionantemente vasta e trasversale ideologia moralistica che condanna il tradimento e diffonde la credenza sbagliata che tradire sia un reato morale: poiché così non è, era veramente necessario apporre sul piatto della bilancia idee che invece difendessero il tradimento come vero e proprio diritto dell’individuo e insieme ne analizzassero le ragioni. Tradire è un comportamento più che naturale e riconducibile alla sfera dell’esercizio della sacrosanta libertà individuale ma, attenzione: la mia difesa del diritto a tradire è innovativa, e non è un caso che io sia una donna, cioè un’appartenente al sesso che ha dovuto combattere molto per acquisire anche soltanto il diritto a votare e lavorare, e che quindi è di fatto più sensibile alle contraddizioni o alle ingiustizie sociali”.
Le donne, come valutano il tradimento?
“C’è già chi accetta il tradimento, ma generalmente questa tolleranza comunque minoritaria avviene nella forma di una rassegnazione da parte delle donne tradite, e in quella di un calcolo squallido o di una pulsione poco lucida, di cui non si è soggetti consapevoli ma nevrotici e goffi piccoli maniaci, da parte degli uomini traditori. Ambedue le categorie sono impregnate di quella concezione irrealistica che dice che si può amare, sentimentalmente o fisicamente, solo una creatura. Così le donne tradìte soffrono ma tacciono, e gli uomini si sentono in colpa, confessano in cerca di assoluzione, ribadendo che tradire sarebbe un peccato verso il partner fisso di cui si sono macchiati, oppure tradiscono con le prostitute per avere l’illusoria impressione di non aver mancato di rispetto alla partner”.
E per il resto?
“Per il resto è condannato perché equiparato al peggiore reato morale possibile, e molti speculano su questo: investigatori privati, produttori di aggeggi che permettono di controllare il cellulare del partner e chi più ne ha più ne metta. Bene, questo stato delle cose è patetico, delirante e lesionistico. Vorrei si capisse che la mia è una rivoluzione anche femminista, perché seppure nel mio libro io sia molto compassionevole nei confronti di questi mariti vessati dai propri infelici matrimoni, in realtà propongo a tutti, anche alle donne, di relativizzare il soffocante assolutismo di coppia e di riconsiderare il tradimento”.
Che cos’è veramente il suo libro e quali i suoi reali intenti?
“Ho scelto un registro espositivo spesso ironico ma si ricordi di Pulcinella che scherzando diceva la verità. Il tono divertente non mina la serietà delle tesi e delle analisi che conduco”.
Necessario un restyling della nostra mentalità comportamentale?
“Sì, sono le nostre idee che indirizzano i nostri comportamenti. Io non voglio convincere tutti a tradire, vorrei però aiutare le persone a ricordare che la vita è uno stato innanzitutto individuale, che la simbiosi, il controllo, l’annullamento degli istinti libertari non conducono mai a niente di buono”.
Tradiscono di più le donne o gli uomini? Un esempio famoso di tradimento maschile?
“Tradiscono di più gli uomini. Quando non sono rassegnati ladruncoli di veloci e miseri piaceri rubati al talamo legittimo sono illusi di essere dei veri dongiovanni, mentre in realtà sono quasi sempre la sbagliata interpretazione di Don Giovanni. Molti uomini traditori si ispirano a lui, tuttavia non ne comprendono il vero spessore e il reale senso. Don Giovanni non era sposato, e questo fa una certa differenza con qualsiasi sedicente playboy con moglie e figli. Quello di Don Giovanni era un attacco continuo al concetto borghese di famiglia, il suo era un atteggiamento eversivo, rivoluzionario, profondamente antisociale ed individualista: mai sadico. Non collezionava donne, le amava in qualche modo tutte ma per primo al mondo amava sé e la sua libertà assoluta: tutto questo è un po’ diverso dal landobuzzanchismo che caratterizza certi vitelloni nostrani contemporanei”.
Quando il tradimento è terapeutico?
“Quando si è subìto, perché farsene attori invece che spettatori aiuta a capire che tradire è un atto di piacere verso sé che non coinvolge il partner fisso. Quando si vive infelicemente in una coppia che non si vuole o non si può smantellare. Quando si ama immensamente e si è riamati immensamente, per relativizzare quell’amore, tornare coi piedi per terra e non mettersi completamente nelle mani dell’altro”.
FRANCESCO MANNONI