Un endecasillabo e una sillaba
L’estate è un po’ finita, ma la vita: / no.
Bruno Giurato scrive dell’Elogio del tradimento sul Giornale di oggi, in una veramente bella recensione che mi ha fatto sentire molto compresa oltre che letta, e che vi invito a leggere cliccando qui.

Considero Playboy una rivista bellissima. Considero un onore che il numero attualmente in edicola, quello di luglio/agosto 2010, ospiti un mio scritto inedito, ideale capitoletto aggiuntivo o summa dedicata all’estate del mio Elogio del tradimento, vedete un po’ voi, intitolato Elogio del tradimento estivo.
ELOGIO DEL TRADIMENTO ESTIVO
Io so. E ne ho le prove. E ne ho gli indizi. Il tradimento è cosa buona e giusta. E se difendere il diritto dell’individuo ad esercitare il libero e segreto tradimento del partner fisso, se ricordare e spiegare a chi non lo sa che essere metà di una coppia non deve voler dire mai essere oggetto di proprietà privata dell’altra metà è sacrosanto sempre, farlo in estate è imperativo. Perché tra le quattro, che suddividono e ritmano ogni anno della nostra vita, c’è una sola stagione che più delle altre infiamma l’eros e, dall’adolescenza in poi, tutti lo sappiamo: l’eros non desidera altro che d’essere acceso, arso, bruciato, e poi di nuovo acceso e arso e bruciato, una volta, due volte, tre volte, tremila volte, ancora, ancora e sempre. Finché c’è vita più che speranza c’è eros, e quella stagione si chiama: estate. Appena risvegliàti dal gelido e buio torpore invernale, grazie alla tiepida e carezzevole primavera che si è insinuata, premendo piano sui nostri corpi come una mano, un bacio o una lingua desiderati e facendoli finalmente palpitare, lo stupendo periodo che inizia col solstizio di giugno e termina con l’equinozio settembrino ci consegna al mondo per ben tre mesi più belli, più vispi, più svestiti, più liberi, più maliziosi, ma soprattutto… Ci consegna al mondo! Ogni struttura ed equilibrio che, come severissimi padroni, dominano in esclusiva il nostro quotidiano durante il resto del calendario, sono in estate finalmente abbandonati: come carcerati in libera uscita, tutti siamo autorizzati a lasciare la casa e l’ufficio, i due edifici reali e anche simbolici nei quali, anno dopo anno, sprechiamo immenso tempo in compagnia delle solite persone. Non c’è complice più perfetta dell’estate per il tradimento, ovvero l’evasione dell’eros a piede libero, la giusta e naturale ribellione dell’individuo al controllo degli istinti sentimentali e sessuali perpetrati da Stato, Chiesa e morale comune, perciò io grido, e voi gridate con me: sia benedetta l’estate! Dubbi? Obiezioni? No, non mettetemi e non mettetevi i bastoni tra le ruote, non ve lo permetterò. Non nominate l’afa, le zanzare, i negozi chiusi: queste sono le bazzecole dell’estate. C’è l’aria condizionata e possibilità di refrigerio naturale ovunque, in mare e in montagna, in collina e in pianura, ci sono gli insetticidi. E soprattutto ci sono luoghi più sensuali di ogni negozio possibile nei quali penetrare in estate, e si chiamano: corpi nuovi. C’è parola, c’è cosa, più bella, al mondo, del corpo? No. E c’è qualcosa di più bello, nella categoria bellissima del corpo, di un corpo nuovo del quale innamorarsi? Perché tradire è innanzitutto questo, concedersi di innamorarsi di nuovo, anche soltanto per il tempo di una conquista, visto che del partner che si ha accanto da uno, dieci, cento, mille anni, non lo si può fare più. Innamoramenti nuovi, corpi nuovi… Come fa con le stelle nella notte di San Lorenzo, l’estate sciorina una pioggia celestiale di corpi nuovi davanti ai nostri occhi: esprimete desiderio davanti a quelli, diversamente dalle stelle li potrete far vostri. Datemi retta, fatevi sedurre da quello che so. Quei corpi finalmente liberati, mostrati senza alcun brutto pudore, come nelle migliori foto di Playboy, quei corpi che hanno finalmente ripudiato pellicce, cappotti, piumoni, maglioni, e circolano come seduzioni itineranti a ricordarci che esiste un mondo intero fuori dal castello chiuso della coppia, soprattutto in spiaggia. La spiaggia in estate è il paradiso terrestre. Ditevi: che paradiso è un paradiso senza possibilità di peccato? Vogliono tutti farci credere che tradire sia peccato, bene, allora pecchiamo, questo renderà paradisiaco il contesto. Pensateci, e se siete in spiaggia in questo preciso momento dimenticatevi del vostro partner abituale, anche se vi fosse incollato accanto, inforcate gli occhiali da vista dell’eros e guardatevi intorno. Quanti capezzoli turgidi potete osservare, quanti di quegli obelischini color porpora, eretti, come boccucce arricciate in un bacio diretto al sole che ricambia, coperti soltanto da un triangolino di stoffa magari bagnato oppure, meglio ancora, da niente? Quanti glutei, quante cosce, quante pelli, quanti sguardi? Quanti visi, sconosciuti, sorridenti, bagnati dall’acqua, asciugati dal sole? Quante possibilità di trovare compagni del giustissimo diritto di evasione dell’eros dalla coppia? Infinite. Infinite possibilità ovunque e comunque si passi l’estate perché, credetemi, l’estate, in estate, è prima che mai dentro di noi, e come l’estate è l’ora d’aria dell’anno così il tradimento è l’ora d’aria dell’amore soffocato dalla sua legislazione. Lavate via dai vostri cervelli, dai vostri cuori e dai vostri corpi quei condizionamenti che vogliono farvi credere che la fedeltà sia spontanea e dovuta: non sono onesti, mentono, non fanno il vostro bene ma il vostro male. Fate a pezzi gli eventuali sensi di colpa, non hanno ragion d’essere, ricordatevi la legge che dice L’UNICO IO A CUI SONO FEDELE E’ IL MIO. Onorate la libertà, onorate l’estate, onorate il tradimento. Approfittate delle occasioni di rimescolamento col mondo che la stagione della vacanza da tutto come ciliegie e fragole vi mette tra le labbra: leccate, morsicate, gustate, ingoiate quei piccoli frutti. Siete mariti che restano finalmente soli in città mentre le mogli transumano coi pargoli nei luoghi di villeggiatura? Non fate come nel film Quando la moglie è in vacanza, non fate come il protagonista, non fatevi scappare la vostra Marilyn Monroe in nome dell’insensata fedeltà, non dite alla Marilyn che vi comparirà davanti quelle sciocchezze addotte da Richard, “appartengo ad un’altra”, ricordatevi, scopritelo se non lo sapete già: voi appartenete soltanto a voi stessi. Siete mariti partiti insieme con le mogli e i pargoli per i luoghi di vacanza? Nessun problema, il primo gesto che fa del tradimento il tradimento è rivolgere lo sguardo ad altri, fuori dal recinto della coppia e della famiglia, e in estate indossiamo molto spesso gli occhiali da sole, la nostra visione è libera. Ricordatevelo, e scopritelo se non lo sapete già. Tradimento deriva dal verbo tràdere, che vuol dire trasportare, consegnare. Il tradimento è qualcosa che non ha niente a che fare col partner, voi non peccate contro il partner esercitandolo, voi peccate contro voi stessi non esercitandolo. Qualunque sia il vostro stato vacanziero, aprite le braccia all’estate e richiudetele soltanto per stringere un corpo nuovo, carezzarne la pelle, baciarne le labbra, suggerne il suggibile, penetrarne il penetrabile, accoglierne l’accoglibile. Come sapeva Don Giovanni è tutto amore, e chi a una sola creatura è fedele verso le altre (e verso se stesso, aggiungo io) è crudele. Concedetevi il gioco della crudeltà in una sessione BDSM, eventualmente, ma rifuggite dalla crudeltà vera nel resto del vostro tempo. Non avete che quello: il tempo. E in estate avete un tempo meteorologico quasi sempre meraviglioso, giornate più lunghe e perciò più tempo cronologico per sedurre e farvi sedurre. Intorno a voi, ovunque vi troviate, avete una grandissima fetta di mondo che non potreste incontrare in autunno, in inverno, in primavera. Onoratela. Conquistatela. Date retta a me, che so e ho le prove e ho gli indizi del fatto che il tradimento sia cosa buona e giusta: cominciate una vita nuova quest’estate se non l’avete già fatto, tradite in senso etimologico, cioè portate voi stessi verso l’amore liberato, liberissimo, libertino. Non c’è sensualità maggiore, al mondo, della libertà. E non ci sono pagine più libere di queste dalle quali io, l’autrice fiera dell’Elogio del tradimento, possa lanciare quest’invito a percorrere l’unica rivoluzione ormai possibile, quella erotica, la rivoluzione più piacevole di tutte, seppure fossero possibili le altre: quella erotica.
LE CINQUE REGOLE DEL TRADIMENTO ESTIVO
1. Aerei, treni, autogrill, discoteche, musei, cinema all’aperto, falò sulla spiaggia, arrampicate in montagna, passeggiate in collina, grigliate in campeggio, da Cap D’Adge a Bahia: ogni luogo è buono per trovare prede per tradire, ricordatevelo!
2. Se siete in vacanza col partner ditelo subito alla creatura che volete far vostra e IMPONETELE discrezione (una scenata estiva da parte della vostra metà sarebbe peggiore di qualsiasi colpo di calore o medusa) e per allontanarvi in tutta tranquillità verso l’amante inventate sempre che andrete in un posto in cui il cellulare, ahimé, non prende mica…
3. Se volete far vostra una preda non single accertatevi della sua disponibilità al tradimento prima di sferrare l’attacco seduttivo osservando come risponde a sguardi che durino ALMENO 30 secondi.
4. Se siete single e Cupido sembra essersi dimenticato di voi ricordatevi che la matematica non è un’opinione e un’avventura estiva con una creatura sposata o fidanzata è sempre meglio di zero.
5. Non demordete se volete sedurre una bellezza straniera ma non parlate la sua lingua. Nel tradimento si parlano il linguaggio del corpo e quello del piacere: soavi silenzi e monosillabi…